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  • Immagine del redattoreBeatrice Ciatta

Le parole del bambino, Gianni Rodari. Buona Pasqua



Signori presidenti di tutti i parlamenti, chiudete per una volta il libro dei regolamenti e date la parola al mio bambino. Dovrete fare uno sforzo per capire quello che vi vuol dire nella sua strana lingua internazionale: babà, bobò, bibi... Ma un giorno anche voi parlavate cosi. La cosa è naturale: è il suo primo discorso da quando è arrivato su questa terra. Non sarà così elegante come quello d'un deputato, ma è molto importante. Attenti ha cominciato; TA TA...TI...TI...TU...TU... Chiarissimo, vi pare? Significa: “Di guerre non se ne devono fare mai più! (Applausi in tutti i settori.) Bo...Bo...BI...BR...”Signori, -questo vuol dire- cercate di credere un pochino alle fiabe delle fate. Basta volere e diventano vere. Quelle povere vecchiette avevano appena le loro vecchie bacchette, ma voi avete ben altre virtù.

Toccate i deserti e diventeranno giardini dite le parole magiche e spunteranno le città, si apriranno le porte della felicità...” (Applausi fragorosi. Qualche protesta qua e là: i più danarosi hanno creduto forse parlasse di un aumento di tasse...) MA...MA...MA...MA... No, non chiama la mamma, dice nel suo linguaggio: “Viva la libertà! Viva la primavera che viaggia liberamente di frontiera in frontiera

senza passaporto, con seguito di primule mughetti e cliclamini che attraversando i confini cambiano nome come passeggeri clandestini” Tutti i fiori del mondo son fratelli. Applauso molto vivo. (Una voce stride, ma questi sono discorsi ribelli.) Il discorso è finito perché il bambino adesso vuol giocarecol suo cavallo di pelo giallo. Lasciatelo giocare in pace! Fate che le sue parole diventino legge in ogni terra dove giunge il sole.


Gianni Rodari


Genio e grande umanità in un solo uomo. Parole che declinate in poesie, filastrocche, favole aprono visioni sul mondo, fanno sorridere e riflettere. Riguardo quelle sulla guerra però, non possiamo certo dire "abbiamo ascoltato e mai più è stato", purtroppo è, sono parole attualissime, una dopo l'altra.

Non sarebbe bello se i nostri figli o nipoti posessero dirlo "abbiamo ascoltato"?

Pare che Gandhi abbia detto a Montessori che sarebbe bastata una generazione educata col suo metodo a cambiare il Mondo. Io ci voglio credere, lavoriamo per fare la differenza, portiamo avanti una educazione consapevole, trasformativa e potrebbe essere mai più.

Ecco il mio augurio.


Ps. L'edizione, un po' datata, con le illustrazione di Altan è molto bella.


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