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  • Immagine del redattoreBeatrice Ciatta

Emozioni positive e alleanza educativa

Aggiornamento: 22 gen 2022



Ormai sappiamo quanto le emozioni siano importanti nelle esperienza di apprendimento. Provate a ricordare se c’è qualcosa che avete imparato a scuola che ancora oggi vi mette ansia o vi fa sentire a disagio. Io ho paura delle divisioni, mi fanno sentire insicura, nonostante abbia imparato a farle e debba correggerne di tanto in tanto.

Perché succede? perché se quando abbiamo imparato a fare le divisioni eravamo a disagio, in ansia o addirittura spaventati, tutte le volte che ci troveremo a usare o semplicemente a pensare a quella determinata nozione rievocheremo le emozioni che l’hanno accompagnata.

E se invece l’avessimo imparata insieme a qualcuno che ci sorrideva, che non giudicava, che ci incoraggiava? se fossimo stati cosi fortunati da aver messo in memoria, durante il nostro percorso di apprendimento, per lo più emozioni positive? Oggi ripescheremmo proprio quelle emozioni positive e ci accompagnerebbero nella vita professionale e personale.


Ecco un breve stralcio di uno studio americano, di cui la dott.ssa Lucangeli è stata referee, che lo dimostra:

"I ricercatori hanno diviso gli insegnanti in due gruppi.

Gr. 1 gli insegnanti hanno studiato l’utilizzo e le funzioni del sorriso educativo (per incoraggiare, per rimproverare, per accompagnare, ecc.).

Gr. 2 gli insegnanti sono stati formati sull'epistemologia delle loro discipline (gli storici in storia, i grammatici in grammatica, ecc.).

Dopo di che hanno video registrato per 400 ore i due gruppi e gli studenti sono stati sottoposti a più di 500 test. I risultati migliori su tutte le variabili emotive, sociali, cognitive, primi fra tutti la resistenza alla frustrazione, la motivazione, l’attribuzione di competenza e l’impegno sono stati ottenuti dal gr. 1.

Si è visto che un sorriso fatto da una figura significativa di riferimento è un mediatore di alleanza straordinario e che un incoraggiamento corregge più di 98 rimproveri. "


Liberamente tratto da Lo sviluppo dell’intelligenza numerica e l’apprendimento della matematica, dott.ssa Daniela Lucangeli.


Non viene da pensare che come insegnanti, formatori, genitori ed esseri umani abbiamo il grande potere di scegliere di lasciare tracce positive negli altri, di scegliere se vogliamo un bambino, un futuro adulto dipendente dal giudizio esterno, condizionato dalla paura di sbagliare, di non essere abbastanza o invece un bambino che sarà accompagnato nella vita dal gioioso desiderio di esplorare, sperimentare e apprendere.

Per deformazione professionale devo dire che questo la dottoressa Montessori lo aveva intuito più di un secolo fa. Nelle scuole Montessori l'insegnante non giudica, non travasa nozioni ma facilita, organizza e osserva la vita psichica e culturale del bambini; il bambino sa che l’errore è amico e grazie al controllo dello stesso (insito in molti materiali), egli si svincola dal continuo bisogno di conferme da parte dell’adulto, questo lo rende indipendente e lo fa sentire capace.

Habemus l’alleanza educativa? si, o a essere realistici posso dire che l'ambiente montessoriano offre ottime condizioni affinché l'alleanza possa crearsi.


E se oltre a essere realistici rimanessimo un po' sognatori? perché non desiderare che si crei positiva alleanza tra colleghi, in famiglia e in ogni relazione? Abbiamo il potere di scegliere di lavorare in questo modo e di scegliere di essere persone sorridenti e perché no ridenti, empatiche e non giudicanti. Se in tanti riuscissimo, forse la sensazione di fallimento, la colpa e l’errore che producono la persecuzione dell’io perderebbero l’infausto peso che hanno nella vita di ogni essere umano.

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