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  • Immagine del redattoreBeatrice Ciatta

Aerei di carta. Cosa "ci provoca" la reazione, il gesto o la ferita?

Cosa provoca la reazione: il gesto o la ferita?

Supermercato, reparto frutta, banco frigo, un qualsiasi reparto preposto all’acquisto di alimenti fondamentali ad un certo punto nostro figlio vuole a tutti i costi andare al reparto giocattoli e sappiamo cosa questo può scatenare. Ora ogni genitore potrebbe descrivere cosa accade con un bambino di 2, 3, 4 …7 anni etc. cambiano le modalità ma spesso la nostra reazione è la stessa.

Mettiamo che il bambino sia piccolo e ad un certo punto ci strattoni, ci stringa il braccio e mettiamo che questo ci irriti veramente tanto. La rabbia, l’irritazione, lo sconforto sembra a prima vista avere origine dal gesto, siamo stati strattonati mentre stavamo facendo qualcosa di importante e per un motivo ai nostri occhi futile. Ma è davvero solo questo che ci ha fatto male? O forse il bambino ha toccato una “ferita”? Avremmo avuto una reazione così intensa se la ferita non ci fosse stata?

Mio figlio è stato finora una grandiosa opportunità per vedere le mie ferite, che altrimenti sarebbero rimaste ben nascoste o meglio nascondibili.

Possiamo ipotizzare non sia stato l’oggettivo gesto a farci irritare? Potrebbe essere successo che quello strattone, quella stretta abbia toccato qualcosa di soggettivo in quanto inerente alla nostra storia? la reazione riguarda più noi o il bambino?

A questo punto posso solo suggerirvi di osservarvi attentamente quando la reazione emotiva è intensa e in un momento di tranquillità provare vedere se vi ricorda qualcosa, se vi riporta a qualcosa.

Potreste addirittura fare un esercizio, volendo scritto, per qualche giorno o ogni tanto in seguito a qualche episodio critico chiedervi:

Cosa mi fa sentire frustrata-o?

Quando mi arrabbio tantissimo?

Cosa mi fa sentire impotente?

Aerei di carta si occuperà soprattutto di come trovare uno stile educativo che vi rispecchi, strategie per prevenire o superare momenti difficili, attingendo a piene mani al metodo Montessori e alla Disciplina Positiva, con saltuari quanto necessari ritorni a noi stessi, alla nostra storia e alla nostra infanzia. Perché chi non vorrebbe essere il genitore che avrebbe voluto accanto da bambino? ma, citando Emily Mignanelli, tra il genitore ideale e quello reale c’è di mezzo l’infanzia.

Per chi ha voglia di approfondire, ecco un paio di letture interessanti:

Mignanelli E. Non basta diventare grandi per essere adulti. Come smetterla di essere figli e prendere in mano la nostra vita. Feltrinelli, 2020

Stahl S. Chi Ha Spento la Luce? Illumina e guarisci il tuo bambino interiore e ritrova autostima, fiducia e relazioni felici. Macro Edizioni 2017

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